Si è concluso il 15 luglio un progetto educativo e formativo che ha coinvolto l’Istituto Comprensivo Spoleto 1 e che ha interessato gli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado, con l’obiettivo di incentivare e promuovere ambiti molto interessanti del sapere, al fine di recuperare le attività che sono state a lungo interrotte a causa della pandemia.

Tali iniziative si sono inserite nel progetto PON/FSE Fondi Strutturali Europei-Programma Operativo Nazionale “per la scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento”, finalizzato a realizzare dei percorsi educativi incentrati sul potenziamento delle competenze e sull’aggregazione e la socializzazione delle studentesse e degli studenti nell’emergenza Covid-19.

I laboratori sono stati finanziati dall’Unione Europea e dallo Stato italiano, dando la possibilità agli alunni di usufruirne in maniera completamente gratuita; alcuni di essi hanno previsto anche un servizio mensa e hanno impegnato studenti e formatori dalle ore 8:00 alle ore 14:00.

Si è trattato di un progetto ampio, strutturato sulla base di molteplici laboratori, avviati a partire dal 20 giugno 2022 e suddivisi in moduli formativi, ognuno della durata di circa trenta ore e destinati a gruppi di 18/20 alunni.

Per mettere in moto un progetto come questo, sono stati selezionati dei formatori esperti e competenti nei numerosi ambiti e settori sui quali si sono modellate le varie attività inserite nel programma.

Queste ultime hanno inglobato gli aspetti basilari del sapere, dalla lettura all’interpretazione del testo, dall’arte al teatro, per poi passare alle discipline scientifiche e matematiche, senza tralasciare le lingue straniere, l’educazione alla cittadinanza attiva e le scienze motorie.

Questo progetto ha avuto dei precisi obiettivi e si è posto delle finalità ampie, volte ad accrescere il sapere dei singoli alunni, a rafforzare le conoscenze pregresse e a promuovere competenze nuove, le quali agevoleranno gli studenti ad intraprendere in modo più proficuo i futuri anni di scuola e formazione.

Le attività hanno mirato a sensibilizzare gli alunni al rispetto per l’ambiente e per le aree protette, allo sfruttamento responsabile delle risorse naturali, offrendo loro un modello base di sviluppo sostenibile, facendo comprendere ad ogni studente il legame inscindibile e solido che esiste tra uomo e ambiente.

Tali obiettivi si sono raggiunti tramite il dialogo, l’osservazione diretta, la scoperta del territorio e delle sue ricchezze, straordinarie e fragili.

La proposta didattica si è posta l’obiettivo di favorire, anche mediante le pratiche motorie, il miglioramento dei livelli di socializzazione, la riduzione dello stress e dell’ansia, educando gli alunni al controllo e alla gestione delle proprie emozioni.

Le attività laboratoriali hanno promosso e stimolato la creatività, lo scambio di idee e la scoperta, avvicinando gli alunni al teatro, alla musica e alla danza.

Tali iniziative si sono poste l’obiettivo di sviluppare e di accresce in ogni alunno, l’empatia e il rispetto dell’altro, stimolando l’ascolto del prossimo ed esprimendo nella maniera adeguata le proprie esigenze.

Quest’ultimo risulta essere un esercizio complesso ma anche essenziale per promuovere ed instaurare relazioni sociali adeguate, soprattutto dopo l’isolamento al quale la pandemia ci ha costretti.

La socialità ha costituito l’asse portante di questo progetto, ciò da cui si è voluto ripartire per agevolare la popolazione scolastica a riprendere in mano i tanti aspetti del vivere che hanno subito un’interruzione a causa del Covid-19, ambiti essenziali per la formazione e la crescita individuale, in particolar modo per i più giovani.

I bambini e i ragazzi sono stati costretti a mettere in attesa per due lunghi anni una parte fondamentale di sé stessi, quella legata alla socializzazione, all’apprendimento mediante il confronto tra pari e attraverso il gioco, un aspetto del quale sono ben noti i benefici sotto il profilo dell’apprendimento e di quello scambio che aiuta a maturare in ogni individuo le competenze per entrare nel mondo e per crescere, consapevoli della propria unicità, nel rispetto della diversità, fonte essenziale per generare un percorso di sviluppo completo e proficuo.

Stare con gli altri è un esercizio fondamentale per crescere e proprio per questo le attività legate a questi progetti sono risultate ancor più importanti se contestualizzate nel periodo storico che abbiamo vissuto e che, inevitabilmente, ha mutato e modificato il nostro vivere quotidiano.

Ognuno degli aspetti promossi e messi in pratica da queste attività, ha garantito lo sviluppo socio-emotivo degli alunni che hanno partecipato al progetto e ha permesso ad ognuno di loro di lavorare su aspetti della propria persona in un modo diverso, originale e stimolante, lontani dai banchi di scuola.

Queste iniziative hanno riscosso dei risultati soddisfacenti, registrando la partecipazione di oltre cento alunni, dimostrando a tutti noi che l’istruzione e la formazione hanno bisogno di modificare i propri campi di azione e di trovare delle attività maggiormente dinamiche, capaci di affiancare quelle legate alla tradizione scolastica, le quali vanno tutelate e mantenute solide, ma anche rinnovate e modellate sulle esigenze dei più giovani.

La pandemia ci ha dimostrato che le abitudini del singolo possono essere improvvisamente stravolte e che ognuno di noi è chiamato ad esprimere concretamente tutte le proprie capacità di adattarsi ai cambiamenti, rispondendo a mutamenti che hanno interessato moltissimi settori della nostra vita, tra i quali i modelli di socializzazione, di scambio tra pari, di trasmissione e ricezione del sapere.

Tali laboratori hanno avuto una grande ambizione, ovvero quella di offrire un percorso ai giovani studenti volto alla crescita di individui più dinamici ed elastici, rispondendo a quelle che sono le richieste di una società che cambia rapidamente.

Gli alunni, giocando e stando a contatto con la natura, hanno avuto la possibilità di sviluppare tutte le competenze che permetteranno loro di gestire e dominare sé stessi e il futuro che li attende.

Eleonora Torti

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