La mostra ICONA di CAINO
ICONA
CAINO
A cura di Beatrice Bortoluzzi
Perugia, Sala espositiva Santa Maria della Misericordia
30 aprile – 18 maggio 2026
Inaugurazione: 30 aprile 2026, ore 18.00
C’è un momento, nella storia delle immagini, in cui l’icona smette di essere rassicurante e torna a essere perturbante. È il momento in cui il sacro perde la sua cornice dorata e rientra, con tutta la sua violenza simbolica, dentro la vita contemporanea.
La mostra ICONA di CAINO si colloca esattamente in questo crinale sottile, quasi pericoloso, tra devozione e disincanto, tra memoria e frattura. Nello spazio di Santa Maria della Misericordia, luogo che già nel nome custodisce una tensione tra protezione e ferita, l’artista costruisce un percorso visivo che non consola ma interroga.
Le immagini di CAINO non sono fotografie nel senso tradizionale del termine. Sono reliquie laiche, frammenti di un immaginario collettivo che si è incrinato. Attraverso la sovrapposizione, la lacerazione stessa dell’immagine, egli compie un’operazione quasi archeologica: scava sotto la superficie del visibile per riportare alla luce ciò che ancora brucia.
E allora le icone, quelle bizantine, quelle rinascimentali, quelle mediatiche, si confondono. La Vergine non è più soltanto madre divina, ma madre contemporanea, carne viva, dolore politico. Il corpo non è più rappresentazione, ma testimonianza. L’immagine non è più contemplazione, ma attrito.
In questo senso, ICONA non è una mostra, è un dispositivo. Un meccanismo che costringe lo spettatore a prendere posizione. Perché ogni opera pone una domanda radicale: cosa resta del sacro in un mondo che ha trasformato tutto in consumo visivo? E, ancora più profondamente, cosa resta dell’umano quando l’immagine diventa l’unico linguaggio possibile?
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Varese |info: 0332-499102 | hello@teelent.it
Il lavoro di CAINO si inserisce in quella linea, tipicamente europea, che da secoli utilizza l’arte come strumento critico, non decorativo. Una linea che va da Caravaggio fino alle più inquietanti sperimentazioni contemporanee, dove la luce non illumina, ma rivela.
Non è un caso che questa mostra trovi spazio in un contesto pubblico e istituzionale. Qui l’arte torna ad assumere una funzione civile, quasi necessaria: quella di restituire complessità a un tempo che tende a semplificare tutto, anche il dolore.
Con il patrocinio della Regione Umbria e del comune di Perugia, con il supporto di Amnesty e OpenArms, ICONA si offre così come un attraversamento. Non una risposta, ma una soglia. Un luogo in cui l’immagine, finalmente, torna a ferire, e proprio per questo, a significare.
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